l'alcool ha inebriato la carne
e lasciato sul tavolo calici
ormai vuoti ed abbandonati a se stessi
oltre il balcone
galleggiando nell'aria
una luna dalle geometrie indecise osserva la mole
un chiaro invito alla contemplazione
davanti agli occhi parole fermate su carta
evocano fantasie di corpi in amore
riesco quasi a scorgerne l'acre profumo
rapidamente osservo la stanza
strappando improbabili sipari
e un senso di malinconia mi pervade
fuori dalle mura il corso rimane caotico e indifferente
poi il buio a vegliare sulla mia vita
venerdì 11 settembre 2009
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